GRAZIE PER AVER ADERITO AL MESSAGGIO DELLA LETTERA " A CHI CREDE E SPERA NEGLI UOMINI". ORA E' IMPORTANTE LA TUA PRESENZA PER PREPARARE INSIEME LA "MARCIA DELLA CONVIVENZA". TI ASPETTIAMO GIOVEDI' 3 LUGLIO ORE 21.00 AL CENTRO SOCIALE "IL POZZO" IN VIA LOMBARDIA ,1/P .
LE PIAGGE, 25 GIUGNO 2008 LA COMUNITA' DI BASE DELLE PIAGGE
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3 commenti:
grazie di aver lanciato questo appello, di aver fatto in modo che si aprisse uno spiraglio nuovo sul panorama fiorentino.
io sono venuto, sono stato in disparte per capire le atmosfere, spero che presto questo appello diventi un cammino, periodico, più che una marcia.
Andrea Tj
Salve ieri sera c'ero anch'io non sono riuscita a dire niente ma con attenzione ho ascoltato i vari interventi ,cerchero di diffondere il piu possibile la data della marcia spero il prima possibile.
un saluto a tutti
angela
Cari amici, grazie per la vostra iniziativa. Anche tra le chiese evangeliche fiorentine si stava pensando a che cosa fare per contrastare l'impostazione criminogena di chi ci governa (a Roma come a Firenze) e sta circolando (spero senza arenarsi!)un docomento destinato ad essere pubblico. Ecco il testo:
Un giorno Gesù venne interpellato su quale fosse il punto fondamentale al quale informare la propria vita.
Come è noto parlò di amore: per Dio e per il prossimo. Poi raccontò una storia per spiegare chi fosse il “prossimo”...
Riteniamo ancora importanti quelle parole. Ci ricordano le priorità e ci insegnano a farci carico degli altri, anche se possono essere mal ridotti, se non li conosciamo e non li capiamo, se non siamo sicuri delle loro qualità morali, religiose, politiche... anche se avremmo avuto altri progetti.
Confessiamo di seguire questo criterio in modo contraddittorio e superficiale.
Confessiamo anche che troppo spesso la bandiera dei “valori cristiani” è stata usata per inique e blasfeme operazioni di potere.
Tuttavia la nostra fede in Cristo ci permette di affermare che quella indicata da Gesù sia una via praticabile e non un' utopia poetica.
Questa scelta personale non può rimanere un fatto privato, ha una dimensione pubblica che ci pare urgente rendere esplicita in questo momento:
riteniamo che...
il problema della crescita e dello sviluppo della nostra città non sia riducibile a bilanci e profitti, ma sia soprattutto questione di relazioni umane.
sia un segno di maturità e forza avere relazioni positive con chi è straniero o appartiene ad una fascia debole della società; che l'antirazzismo e la tolleranza siano un obiettivo di crescita da consolidare, senza evitare le occasioni di confronto.
sia un dovere agire per rimuovere le cause dell'emarginazione e non gli emarginati.
sia un segno di civiltà garantire il rispetto dei diritti umani indipendentemente da questioni burocratiche e quindi che le istituzioni debbano agire in modo molto più incisivo per garantire diritto alla salute, all'istruzione, alla casa, al lavoro...
sia profondamente ingiusto mettere in competizione le fasce deboli: anziani, minori, disabili... nascondendosi dietro motivi di bilancio che mascherano copiosi interventi in altri settori
sarebbe un segno di lungimiranza investire sull'integrazione, sulla prevenzione del disagio, sul sostegno alle famiglie in difficoltà con un'attenzione particolare ai minori
a fronte della gravità delle proporzioni assunte dal problema della povertà e marginalità abbia poco senso compiacersi di quanto già fatto, ma sia il momento di scelte coraggiose per mettere in campo risorse che siano adeguate e gestite in modo trasparente
dovrebbe essere compiuta un'operazione culturale di informazione adeguata sul grave disordine economico che provoca le migrazioni dei diseredati evitando di alimentare la colpevolizzazione dei poveri stessi.
la nostra città abbia antichissime e profonde tradizioni di accoglienza, assistenza e attenzione ai questi temi che andrebbero riscoperte e valorizzate tanto sul piano culturale che quello delle opzioni concrete
Sappiamo che si tratta di una sfida molto complessa e non vogliamo sottrarci, anche se con forze limitate, ad un fattivo impegno di collaborazione.
I credenti delle chiese evangeliche fiorentine
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